Coscio di vitello alla Toscana


Ecco un secondo piatto gustoso, da preparare per occasioni particolari. Protagonista è la carne di vitello. Potete scegliere tra le migliori toscane, ovvero la Chianina, Maremmana, Calvanina o Garfagnina.

Coscio di vitello alla Toscana

svegliaTempo di realizzazione: 1, 25′

icona-piccolaDifficoltà **

Ricetta di cucina

Ingredienti per 4 persone

800 gr di noce di vitello
100 gr di prosciutto crudo tagliato spesso
30 gr di burro
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
Scorza grattugiata di un limone
½ bicchiere di vino rosso
Brodo
Farina
Noce moscata
Olio extravergine di oliva
Sale
Pepe

Preparazione

Prendete il coscio di vitello di carne chianina, fatelo disossare dal macellaio. Legate il pezzo di carne, salatelo e pepatelo ed  infarinatelo leggermente da tutte le parti.

Prendete una pirofila, mettete un poco di olio e di burro e lasciate scaldare a fuoco lento per qualche minuto. Unite quindi la cipolla tritata e fate rosolare leggermente. Riponetevi la carne e fate cuocere sempre a fuoco vivo finchè la carne si sia colorita da tutte le parti, facendo attenzione a girarla.

Una volta leggermente colorita, aggiungete il prosciutto tagliato a listarelle, mescolate e aggiungete il vino rosso. Unite quindi il brodo fino a coprire a filo il vitello. Coprite e fate cuocere per circa 30 minuti a fuoco lento, girando la carne.

Quando la carne avrà raggiunto il punto di cottura, aggiungete l’aglio tritato, la scorza del limone grattugiata e un pizzico di noce moscata.

Una volta pronto l’arrosto, togliete la pentola dal fuoco, rimuovete lo spago dalla carne, fatela a fettine e servite accompagnandola con il sugo di cottura.

icona abbinamento vino

Quale vino?

a cura di Carla Panicucci (produttrice di vino)

agriturismopoggiomontali.blogspot.it

Terratico di Bibbona

Questo vino DOC è tipico della zona di Bibbona, particolarmente legata alla famiglia dè Medici. Bibbona visse un periodo molto fiorente fino al 1549, quando le terre, fino a quel momento appartenenti alla comunità, vennero cedute alla moglie di Cosimo I de’ Medici ed i bibbonesi vennero obbligati a pagare il canone d’affitto allora chiamato per l’appunto “terratico”, da cui il nome dell’attuale DOC. Ha un colore rosso rubino intenso, un profumo intenso ed un sapore pieno, asciutto, caldo ed elegante. Si abbina a piatti a base di carne.